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La Valle del Reno

pubblicato il 15/11/17 in In viaggio

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Vigneti nella Valle del Reno

Una serie di tradizioni molto antiche lo chiama “padre Reno” mentre le sue ripide vallate, coperte di boschi e di vigneti, sono l’espressione più rappresentativa del romanticismo tedesco. La bellezza della natura è stata posta sotto la protezione dell’Unesco, in particolare il territorio posto tra Magonza e Coblenza, che affascina il viaggiatore per migliaia di ragioni, ma soprattutto per la sua storia.

Ci troviamo nel cuore dell’Europa, con il padre Reno a segnare il confine tra l’impero Romano a ovest e le popolazioni barbariche sulla riva opposta. Città come Bonn, Colonia, Magonza, con le loro cattedrali monumentali, nacquero come accampamenti militari dei Romani. Accanto a questi, che erano i principali, ce n’erano anche di meno famosi, che adesso sono altrettanti paesini pittoreschi con piccole piazze medievali, stradine costeggiate da belle case di legno, e chiese dagli aguzzi campanili gotici.

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D’altra parte, è impossibile che lo sguardo si accorga dell’antica frontiera, perché a incantarlo è l’incredibile bellezza prodotta dalla fusione tra quei due mondi. Romantici castelli dominano il corso del fiume, alcuni in rovina e altri restaurati dai feudatari che esercitavano il proprio dominio sul territorio.

A parlare qui è ancora il più profondo Medioevo. Il primo ad accorgersi che sui colli, riparati dal soffio gelido della tramontana, la neve si scioglie prima, fu Carlo Magno. Si trattava del clima ideale per la coltivazione della vite, che era stata introdotta dai Romani. In seguito arrivarono i monaci cistercensi, i quali fondarono abbazie, come quella di Santa Maria Laach e quella di Eberbach, capolavori dell’architettura romanica. In particolare a Eberbach, dove furono girati gli interni del film Il nome della rosa, oltre al senso di pace e di armonia che vi si respira, i monaci possedevano centinaia di ettari di vigneti. Le sue cantine erano celeberrime e l’abbazia costituiva il più importante centro di produzione vinicola in tutta Europa.

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Mentre il battello naviga sul fiume, si possono ammirare i ripidi terrazzamenti su cui le vigne assumono il colore dell’oro. La varietà principale della zona è il Riesling, da cui si ricava un vino dal gusto prezioso con delicate sfumature giallo-verdi e un aroma di mela, di pesca e di miele. La specialità gastronomica offerta negli ospitali ristoranti della zona sono gli asparagi bianchi: morbidi, profumati, coltivati esclusivamente per il consumo locale. I vigneti sono circondati da boschi molto fitti ed estesi, che avvolgono il visitatore nel verde del loro fogliame. Querce, salici, faggi e castagni, con i loro tronchi altissimi, sono il regno di esseri viventi invisibili, quali volpi, cervi e caprioli. Gli scoiattoli si spingono fino alle città più piccole, costruite con austerità tedesca, ma ingentilite da cespugli di rose, viti e mandorli che uniscono una casa all’altra.

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Presso un’ansa del fiume si erge la misteriosa rupe Loreley. Secondo la leggenda, Loreley era una specie di sirena bionda, che attirava a sé i marinai col suo canto facendoli morire, e questa figura mitologica è stata fonte di ispirazione per i poeti. In realtà, le navi andavano a sbattere contro la roccia, trascinate dalle forti correnti del fiume. Coblenza, un antico accampamento militare romano, si trova alla fine di questo itinerario. Con l’imponente palazzo dei principi-elettori e la gigantesca statua equestre del Kaizer Guglielmo I di Prussia collocata presso il Deutsches Eck, alla confluenza tra il padre Reno e la Mosella, che a sua volta ci racconta dei suoi vigneti, dei suoi castelli e le sue leggende. Il punto di confluenza tra i due fiumi offre una vista spettacolare.

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A partire da questo punto, il fiume cambia aspetto. Il romanticismo scompare e lascia il posto ai prodotti minerali trasportati sul fiume. Il Reno passa attraverso grandi città, come Colonia, Bonn, Düsseldorf e arriva a Rotterdam, per sfociare nel Mare del Nord. Il paesaggio circostante è severo, geometrico, il cielo coperto da nuvole. E le valli dorate coperte di vigne, le immagini che si mutano in emozioni, questa striscia di terra meridionale che grazie al particolare microclima (la piovosità è minore) esibisce al viaggiatore il volto sorridente della Germania, svaniscono.

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