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Verso la basilica di San Pietro

pubblicato il 19/11/17 in In viaggio

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Toward the Basilica of Saint Peter

Verso la basilica di San Pietro

 Nelle viscere della terra

“Per favore, mi porti subito a San Pietro”, dissi all’ autista.

Obbedì. Camminai lungo i lati della basilica, la quale mi parve gigantesca, ma in quel momento non era questo che mi interessava. Dissi il mio nome alla guida turistica spa­gnola, che mi aspettava, e con i tre peruviani entrammo nella chiesa var­cando una porticina. Poi cominciammo a scendere, scen­dem­mo a lungo nel sottosuolo. È incredibile constatare la mo­der­nità dei sistemi posseduti dal Vaticano. Porte automatiche di vetro si aprivano e si chiudevano, e noi scendevamo nelle vi­scere di Roma, dove si vedono sol­tanto mucchi di terra e scavi archeologici, e rag­giun­gemmo il livello di un cimitero pro­to­cri­stiano, che con­fi­na­va con uno pagano, altrettanto interessante.

Towards the Basilica of Saint Peter 13Tutto questo si tro­va­va a tre livelli sotto la navata centrale di San Pietro, dove in quel momento camminava la folla dei vi­si­tatori, ma noi non li sentivamo. Tutto era dominato da una spessa coltre di silenzio dentro la terribile solitudine del luogo. Era in­de­scrivibile. Grazie a quelle stradine su cui cam­mi­na­va­mo, oscurate dalla mole della basilica sovrastante, oltre ad ar­ri­vare nelle viscere della terra, si arriva nelle profondità della Storia. Questo era il nucleo della Roma cristiana e da qui usci­va la sua voce, che arrivava fino ai confini del mondo.

A un certo punto salimmo alcuni gradini, svoltammo e ve­demmo una cosa incredibile: la vera tomba di San Pie­tro con le sue ossa conservate in una scatola di plexiglas. Erano stati i primi cristiani a costruire la tomba, un manufatto sobrio, si­mi­le alle cappellette che si vedono in qualsiasi ci­mi­tero gre­co. Sopra questo edificio Costantino il Grande fece costruire la prima basilica, in cui la Santa Mensa si trovava proprio sopra la tomba. E sopra la basilica di Costantino fu costruita quella odierna, con il baldacchino del Bernini che sovrasta esat­ta­mente l’ossario di plexiglas.

Tremavo tutta. La voce di don Natalino nel mio cuore non mi abbandonava neppure un istante. Come se fosse questa a guidarmi, mi fece ringraziare la guida turistica, la quale aprì una porta di ferro usando certe grosse chiavi che sembravano quelle di un castello medievale, cosicché lasciando le viscere della terra salii al secondo livello e feci un giro tra le tom­be dei papi; poi salii al terzo livello e mi trovai davanti alla splendida magnificenza della chiesa.

Towards the Basilica of Saint Peter 2Non riesco a vedere San Pietro come una semplice chie­sa. Per me è soprattutto un museo, soprattutto dopo che avevo visto la casa di Simon Pietro a Cafarnao, ed è fa­cile im­ma­gi­na­re come doveva essere la casa di un pesca­tore che ospitò Gesù due anni. Così, mentre camminavo len­ta­mente ammirando la ricchezza delle decorazioni, a un tratto mi sentii come se… Come cosa? Non riesco a espri­merlo. Rimango senza parole. Domandavo al monsignore nostro padre spirituale, ma la sua voce era scomparsa. Al­lora, come una visione, mi apparve da­vanti agli occhi un luogo che avevamo visto in Terra Santa, che non vi ho riferito.

Mi trovavo in una delle città ellenistiche del Medio O­riente -note con il nome di Decapoli- l’unica che sorga entro i confini di Israele, adesso chiamata Bet Schean, Sci­topoli, che fu un importante centro urbano ellenistico, ro­mano e proto­bi­zantino, costruito lungo la vecchia via com­merciale che univa la Mesopotamia al Mediterraneo. Naturalmente, nel mio cuore si ri­sve­gliò l’istinto della viaggiatrice insieme con l’amore per l’o­riente ellenistico, e inoltre consideravo quella visita una sosta piacevole dall’atmosfera religiosa. Fu così che spro­fondai in un’atmosfera romantica e cominciai ad ag­gi­rarmi tra i ruderi. A un certo punto salii tra i resti di un tempio romano e quello che mi trovai davanti mi fece se­dere su una pietra.

Dall’alto vedevo le colonne gigantesche del tempio crollate al suolo a causa di un terremoto. Esse erano ri­ma­ste lì e ispiravano una sensazione potente di desola­zio­ne a chiunque decidesse di vederle e di non superarle. Un frontone scolpito spezzato a metà sembrava essersi incu­neato nel terreno a causa della caduta. Uno spettacolo de­primente era offerto an­che da certi capitelli corinzi e quello scenarioassumeva una di­mensione inattesa laggiù in Terra Santa.

Towards the Basilica of Saint Peter 12Con la forza del­l’im­ma­gi­na­zione, sfi­dai il terremoto e pensai a un vento che fischiava e spaz­za­va via tutto quel mondo pagano. Poi lasciai che si calmasse sulle grotte e sulle rocce dove si svolgevano i nostri pel­le­grinaggi, e che non offrivano alcun piacere estetico. Poi lo lasciai di nuovo libero di volare e come un turbine lo feci arrivare qui, nella chiesa di San Pietro in cui camminavo, e gli consentii di travolgere con la sua veemenza tutte le sol­le­ci­tazioni artistiche che la Città Eterna aveva assimilato nel corso dei secoli.

Roma infatti non si è mai accontentata delle piccole di­mensioni. La magnificenza era il suo respiro. Dai palazzi dei Cesari fino ai mausolei degli imperatori, dalle piazze, al­trettante quinte teatrali, fino agli edifici barocchi per ar­ri­va­re, in alto, alla cupola di Michelangelo, che domina tutta la città... Un brano del libro: Passeggiate Romane

 

 

Nelle immagini: La basilica di San Pietro

Le Guardie Svizzere

La vecchia Cafarnao e la casa di Simon Pietro (la chiesa octagonale) in Terra Santa

Il baldacchino del Bernini nella basilica di San Pietro

Il libro Passeggiate Romane, illustrato con fotografie a colori, è disponibile su:

Italian Rome small4Amazon Kindle: http://www.amazon.it/dp/B00GTB3H5E

Kobo Books: http://store.kobobooks.com/books/passeggiate-romane

Google Play Books: https://play.google.com/store/books/details?id=GRjmBQAAQBAJ

Apple iBooks: https://itunes.apple.com/it/book/passeggiate-romane/id957055241?mt=11

YouTube Book Trailer Passeggiate romane: http://youtu.be/tbVJRvIfqOI

 

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