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La ballerina

pubblicato il 23/01/18 in Press

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Ballerina Ballerina... Point shoes photographed by

Rêverie  all’Opéra de Paris 

Due giri leggeri  e stop! Il corpo è stato impostato correttamente.

Natalia non staccava i suoi occhi dal piccolo binocolo. La ballerina girava su una gamba sola. Mentre il suo partner sfiorando la punta delle sue dita le faceva compiere un giro completo su se stessa. Si guardavano negli occhi, per poi lasciarsi delicatamente. La ballerina  si voltò verso il pubblico e i riflettori illuminarono il suo viso. I suoi occhi scintillanti fissavano un punto invisibile. Sospesa sulla punta  fece uno splendido arabesque. Natalia tratteneva il respiro e contava uno... due... tre... L'arabesque  doveva dare l'impressione di non finire mai. Aurora rilassò il corpo per sciogliere quel perfetto equilibrio. Con un movimento naturale avvicinò il piede a terra e delicatamente sfioro il pavimento. L'orchestra suonò le ultime note del Terzo Atto della Bella Addormentata. Il sipario calò..

Il pubblico scoppiò in un applauso entusiasta, ma Natalia rimase immobile. Con lo sguardo fisso sulla ballerina, la protagonista di quel meraviglioso balletto e mille pensieri le fecero aggrottare la fronte. Come sarebbe riuscita ad arrivare anche lei ad un traguardo simile? Come avrebbe potuto ogni giorno vincere la battaglia col suo corpo? Sì, lo sapeva ... la danza chiede tutto, ma non garantisce nulla. E su cento ragazze che cercano di diventare ballerine, solo dieci effettivamente lo meritano, e comunque c’è posto solo per  una.

Pensò alla sua vita a Parigi… si sarebbe potuta arrangiare da sola. Qualche borsa di studio e con i risparmi  del nonno Stéphane avrebbe potuto affittare un loft su una stradina laterale dietro al Teatro dell'Opera. Ma comunque avrebbe dovuto trovare un lavoro per le altre spese. Un sorriso amaro fece capolino sulle sue labbra mentre pensava cos’altro avrebbe potuto fare oltre a contare i tempi dei suoi arabesques. Il ballo era la sua vita! Forse le avrebbero assegnato un ruolo secondario nei balletti dell'Opéra e il resto del tempo avrebbe potuto lavorare dietro le quinte. Non era una cattiva idea. Quest’idea la confortò.

Un giorno il suo talento sarebbe stato riconosciuto. Lo sentiva, il desiderio avvolgeva il suo corpo, la faceva vibrare ed era decisa a lavorare molto per realizzare il suo sogno. I riflettori avrebbero fatto brillare il suo viso, gli applausi infiammare il suo spirito ripagando la sua esacerbazione, e infine l’avrebbero fatta risplendere come una stella unica, irraggiungibile...

Una scena ispirata a Parigi, 1990

Nell' immagine: La Scuola di Balletto dell'Opera di Parigi

Ballerina... Paris Opera Ballet School 3

 

 

 

 

 

 

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